Federica Montaguti

 

In occasione del suo intervento al convegno "Formarsi per non Fermarsi", abbiamo intervistato la Dott.ssa Federica Montaguti, Senior Researcher presso il CISET, che ci ha parlato del passaggio generazionale nelle imprese turistiche del Veneto.


Cos'è il progetto “Giovani con meno giovani”, appena terminato, e quali obiettivi aveva?

Il progetto “Giovani con meno giovani: creatività e buone pratiche per l’innovazione turistica in Veneto” è un progetto finanziato dalla Regione del Veneto (Direzione formazione nell’ambito della DGR 448 ndr) e realizzato da CISET, ESAC, Confcommercio Veneto  e altri partner. Il progetto ha coinvolto tutto il territorio veneto, toccando quasi 300 tra imprese turistiche, istituti di formazione, guide, associazioni di categoria, fra gli altri.

Obiettivo del progetto era porre le premesse per un mercato del lavoro e un settore turistico diversi. Un obiettivo ambizioso per trasformare la regione più turistica d’Italia, il Veneto, in un laboratorio di innovazione. Due le vie percorse:

  • si è definita una “mappa” aggiornabile delle figure professionali  nuove o in cambiamento e dell’evoluzione delle competenze a queste richieste
  • si è realizzato un handbook per guidare il trasferimento di conoscenze tra generazioni

Cosa ha rilevato l'osservatorio delle professioni turistiche?

La mappatura delle professioni nuove e in cambiamento ha mostrato come molte figure del settore turistico si trovino in una fase di profonda trasformazione, dovuto sia alla spinta tecnologica sia all’evoluzione della domanda.  Chi non saprà adattarsi al cambiamento acquisendo nuove competenze e cambiando un po’ mestiere rischia di finire fuori dal mercato del lavoro nel prossimo futuro. Al contempo sono nate e continuano a svilupparsi figure nuove: Guest experience manager, blogger turistico professionista, guide turistiche con ruolo organizzativo, community managers, ecc. Alcune di queste evoluzioni sono state così rapide e le conoscenze di queste figure sono così specialistiche che risulta problematico spesso per proprietari e senior management gestirli: le loro conoscenze in quel settore sono limitate, il che pone, di conseguenza, anche un problema di evoluzione delle competenze del senior management e della creazione di una cultura aziendale che favorisca l’innovazione.


Quali sono le sfide emerse per le aziende turistiche, e quali i cambiamenti necessari perché il turismo veneto sopravviva, e percorra la strada dell'innovazione turistica?

Le aziende turistiche nel prossimo futuro dovranno affrontare  dei cambiamenti importanti, a partire dall’evoluzione del turista stesso. Dalle nostre indagini più recenti emerge un dato: le imprese turistiche riconoscono  il far fronte alle esigenze del nuovo turista, sempre più esigente e interattivo, come la sfida fondamentale per i prossimi anni. Passare dall’’offrire un’esperienza turistica tradizionale all’esperienza originale e personale – e a più alto valore aggiunto - che cerca il nuovo turista richiede trasformazioni nel modo di

  • fare marketing,
  • usare  la tecnologia, non solo per la parte di distribuzione online, ma anche nell’arricchire l’esperienza e nello sveltire alcune operazioni
  • gestire l’interazione con il cliente stesso.

Cosa s'intende quando si dice che il turismo veneto riparte dal capitale umano?

Non solo l’evoluzione delle figure professionali e delle loro competenze, ma anche la realizzazione delle trasformazioni a livello di impresa che abbiamo individuato sono irrealizzabili senza un investimento nelle risorse umane: non solo cambiano le competenze necessarie per svolgere una certa professione, ma si richiedono, a tutti i livelli, anche i più operativi, autonomia, capacità relazionali e problem solving. Il livello di specificità del settore, da un lato,  chiede che chi ci lavora ne sia un esperto, ma la sua necessità di innovazione e di intercettare nuovi trend, dall’altro, vuole persone aperte alla “contaminazione” da altri “mondi”. Inoltre, le imprese più innovative sentite da CISET nell’ambito di questo e altri progetti sottolineano come la “flessibilità” intellettuale e la capacità di imparare siano i requisiti fondamentali per qualsiasi risorsa umana nel turismo.


La conoscenza è la chiave per il passaggio generazionale delle competenze nel settore del turismo. Quali le soluzioni più adatte per trasferirla?

Trasferire la conoscenza è uno di quei compiti che sembrano facili, ma che le analisi effettuate da vari studi internazionali e da CISET in questo e altri ambiti rivelano invece risolversi più in fallimenti che in successi. Uno dei motivi del fallimento è proprio il fatto che la questione viene spesso sotto-valutata. Anche nell’ambito della successione di impresa nel settore turistico, le analisi di CISET rilevano come anche gli imprenditori tendano a concentrare l’attenzione sulle questioni societarie, fiscali, ecc. sottovalutando invece il trasferimento del know how, relazioni, gestione.

Se il trasferimento di conoscenze non è mail facile, essere consapevoli della potenziale difficoltà è il primo passo per aumentare le possibilità di successo. Per questo il progetto Giovani meno giovani ha creato un sistema di autovalutazione che può essere utilizzato per valutare quanto complesso sarà un trasferimento di conoscenze e  quali saranno i principali ostacoli da affrontare. Un handbook poi fornisce consigli pratici su come affrontare i diversi tipi di insidie.

Cosa aspetti?