Miriam Bertoli

 

 

Ogni crisi è difficoltà e opportunità insieme. Se volete cogliere le opportunità, abitate il digitale.

Miriam Bertoli

Bio

Consulente, formatrice e divulgatrice di marketing digitale “che funziona”, lavora con aziende, agenzie, Università ed enti di formazione. Sempre sorridente e pronta a rimboccarsi le maniche, trasmette le sue competenze con grande passione e affronta ogni progetto con garbo e determinazione.

Aiuta le aziende e le organizzazioni ad abitare il web e a utilizzarlo al meglio per realizzare i loro obiettivi di business. Attraverso la formazione diffonde competenze e buone pratiche per migliorare, innovare e portare cambiamenti positivi.

Ha scritto “Web Marketing per le PMI” (ed. Hoepli), alla seconda edizione aggiornata e ampliata, e il capitolo sulla definizione del piano strategico di marketing digitale per la nuova edizione del manuale multi autore "Social Media Marketing" (ed. Hoepli).

È tra le fondatrice delle Girl Geek Dinners Nordest, e fa parte degli organizzatori del Freelancecamp. Ha terminato da poco di registrare le Venice Lessons, lezioni di web marketing a Venezia, in gondola tra i canali e camminando tra calli e campi, ed è appena rientrata da Boston dove ha seguito Inbound 2015.

Intervista

Sapresti indicare tre opportunità per l’operatore turistico che comunica online attraverso testi, video, immagini e audio?
Parto dalla più importante: trovare clienti e ricevere prenotazioni. I contenuti sono un amo per farsi trovare in rete, su Google ma anche su YouTube e, con dinamiche diverse, nei social network.
La seconda opportunità è quella di presentare la propria offerta in modo professionale e curato, con immagini di qualità e video che valorizzino l’offerta, la struttura e l’esperienza.
Puntare sui contenuti permette anche di mantenere un canale di comunicazione aperto nel corso dei mesi, per esempio con aggiornamenti periodici via e-mail da affiancare a promozioni.

Sei appena rientrata da Boston dopo Inbound 2015, hai voglia di condividere con noi un’idea interessante che ti sei portata a casa?
Assolutamente sì. Partecipare a Inbound15 a Boston è stata per me un’esperienza molto importante: c’erano più di 14mila persona a parlare di Inbound marketing, un modo di vedere il marketing e la relazione con i clienti che si basa proprio sui contenuti.
La considerazione di base che mi sono portata a casa è quindi una conferma, quella di essere sulla strada giusta. Ho cominciato a lavorare nel marketing online quindici anni fa e i primi anni li ho dedicati completamente alla SEO, che per la mia formazione umanistica si concretizzava in strategie di contenuto per far trovare i clienti nei motori di ricerca.
Negli anni ho portato avanti questo approccio al marketing digitale, ampliando le mie competenze ed esperienze ben oltre la SEO ma tenendo sempre le strategie che definisco ora per miei clienti sul versante “pull” più che su quello “push”, più permission marketing che interruption marketing, usando altri termini. Da Boston ho trovato conferme sulla bontà di questo approccio, anche per il futuro.
Passando a un’idea interessante collegata alla gestione dei contenuti, ho trovato ben spiegato un principio di base per chi fa content marketing, cioè che del buon contenuto non si butta via niente. Nemmeno le fonti e i contenuti di preparazione che usiamo per arrivare al contenuto finale: i link che consultiamo per scrivere un post sul blog, i dietro le quinte di un video, sono tutti contenuti che opportunamente confezionati e distribuiti ampliano la nostra disponibilità di contenuto e rendono più produttivo il nostro tempo.

Una citazione (tua o di altri) che ti descrive al meglio?
"Con garbo ma con determinazione”, così una mia cara amica ha descritto molti anni fa il mio modo di fare. Mi è rimasto impresso perché trova conferma in quello che cerco di fare sia nella vita professionale che in quella privata, giorno per giorno. Procedere senza prevaricare e portando rispetto per chi ho di fronte, ma senza perdere di vista l’obiettivo, con determinazione, tenacia e molta energia, fino alla meta.

Cosa aspetti?